giovedì 31 gennaio 2008

Un nuovo George Best?


E' l'idea che già da tempo mi faccio... Cristiano Ronaldo è il vero erede di George Best? Anche ieri sera Ronaldo è stato decisivo, con la doppietta che ha permesso ai red devils di superare il Portsmouth. Ronaldo si è trasformato nel tempo, cambiando posizione in campo più volte nella sua carriera. Ha giocato come laterale di centrocampo, come centravanti e come ala. Sono più o meno le posizioi che prediligeva il buon vecchio George.

Oggi il Manchester, il mio grande amore assieme al Barcellona, vive delle sue giocate. "There's only one Ronaldo" cantavano i tifosi del Manchester nel 2003, dopo il debutto esplosivo del talento portoghese. Ora Ronaldo è il re dell'Old Trafford, e deve saper prendere per mano il Manchester e portarlo alla conquista della Champions. C.Ronaldo-Kakà, la nuova sfida stellare che spero di vedere presto. Qualcosa che somiglia a quel Best-Rivera nel 1969, nella duplice sfida in semifinale che vide il Milan superare a fatica il Manchester di Matt Busby, quello che risorto dalle ceneri di Monaco, aveva conquistato la coppa dei campioni l'anno prima.

Sfide stellari, sfide vere, di quelle che hanno fatto la storia del calcio. Questa parla portoghese. Come quella tra Eusebio e Pelè, le due perle nere del calcio anni '60. Una sfida quelle tra Kakà e Ronaldo che si baserà sulla tecnica e sulla velocità. Intanto Ronaldo continua a segnare come non ha mai fatto, anche se, forse, le difese inglesi non sono poi quel granchè in confronto a quelle italiane. Ma Ronaldo, ora come ora, sarebbe tra i primi in qualsiasi classifica marcatori del vecchio continente.

sabato 26 gennaio 2008

Voltiamo pagina


Dopo qualche giorno di riflessione e, di discussione, sono sempre più convinto (ma in realtà lo sono da tempo), che in Italia serva una svolta. Una svolta a livello di persone, senza distinzioni tra destra e sinistra. L'Italia è stanca, vuole una politica che rispecchi i veri problemi del paese, che sappia ascoltare il paese.

Oggi non mi voglio addentrare su discorsi inerenti all'economia o quant'altro. Oggi voglio fare una piccola riflessione riguardo agli uomini, a ciò che può dare di nuovo la politica italiana. Non penso difatti che un nuovo governo Berlusconi porterebbe vantaggi al nostro paese. C'è bisogno di idee nuove, di persone nuove. Non abbiamo bisogno di un Berlusconi bis o tris.

E allora chi può aiutare questo paese? Bè, io direi che il politico che in questi ultimi tempi (parliamo di 2 anni a questa parte) ho sentito più attaccato ai contenuti che non a discorsi è senz'altro Antonio Di Pietro, al quale andrà il mio voto alle prossime elezioni. Di Pietro, pur con un fare pittoresco e originale, ha sempre un approccio costruttivo alla discussione. Ed è proprio così che un politico deve essere. Di Pietro è uno che i finanziamenti li ferma, è uno che è diverso il mezzo a quell'accozaglia di cafoni strapagati che sono dentro al parlamento.

Magari non avrà le fattezze, l'eleganza di altri politici, ma ho deciso di interpretare queste sue carenze come una dimostrazione di un'origine non sicuramente altolocata. Che sia lui l'uomo nuovo di cui la politica italiana ha bisogno? Non lo so. Sicuramente è una persona che sa quello che deve fare, pratica, come piace a me. D'ora in avanti farò il tifo per lui.

venerdì 25 gennaio 2008

La republica de los platanos


Dare una spiegazione di ciò che accade in Italia è piuttosto difficile. E' pressocchè impossibile spiegarlo in un paese straniero. Come fai a spiegare la fragilità dei governi, le 9600 guardie forestali in Calabria, i 5-6 vecchi che tengono su il paese in senato, la spazzatura a Napoli, Cuffaro in Sicilia... Come si fa?

Vedendo un senatore che sputa, l'altro che spruzza lo champagne in testa agli altri, l'altro che dice "non riesco a parlare", Marini improvvisamente mi è sembrato quantomai simile ad Aldo Biscardi. Lì, seduto, in mezzo ad una baraonda generale dove la regola è gridare più forte degli altri. Siamo al degrado più totale. Non c'è stabilità, non c'è un uomo nuovo, una speranza. C'è solo della gran confusione. Più di 900 bambinoni strapagati che si fanno i gavettoni con lo champagne, che si menano (tra l'altro con stili di combattimento improponibili) e soprattutto che urlano.

Le urla, le grida. Quelle che i vari Riotta e compagnia bella condannano quando l'argomento è "Beppe Grillo". Comoda, decisamente comoda. Io vorrei sentire se sia meglio sentir gridare Grillo riguardo a problemi seri del paese o vedere 10 pensionati fare una rissa in un luogo come il Parlamento italiano.

Ieri il parlamento italiano ha dato il peggio di sè. Il .processo di Biscard è l'unica "cosa" sulla faccia della terra che possa avvicinarsi a quei livelli. Con la differenza che parlare al lunedì di un fuorigioco, non è sicuramente come dover decidere se far cadere o meno un governo.

giovedì 24 gennaio 2008

La sfida di Fernando


Fernando Alonso non mi è mai piaciuto. Come persona, capiamoci. Il pilota non si discute: aggressivo, forte anche sotto pressione, discretamete veloce, ma soprattutto bravissimo nel sfruttare al massimo le occasioni. Alonso non ha mai stradominato un mondiale, on come faceva Schumache r perlomeno. Non ha neanche mai vinto più gare degli altri piloti (Raikkonen e Schumacher ne vinsero quanto lui quando lo spagnolo diventò campione del mondo nel 2005 e nel 2006), ma è sempre stato tra i primi. E il meccanismo dei punti premia chi rischia meno di altri, chi riesce a portare la macchina al traguardo.

Fernando Alonso è esploso in occasione del cambio dei regolamenti del 2005, quando per fermare lo strapotere di Schumacher si arrivò a disintegrare totalemente il concetto di "Formula 1". La gara diventò in quell'anno una competizione dove il vincitore era chi gestiva meglio le gomme, chi aveva la fortuna di avere una macchina affidabile sotto il culo. non vinceva più il rischio, chi oava più di altri. Ed emerse il fenomeno "Alonso", ingasato dalla stampa del suo paese (un agglomerato di incompetenti) da Flavio Briatore (si sa: "no Braitore, no marketing") e da Bernie Ecclestone stesso, smanioso di trovare un alternativa al Kaiser Schumi.

Ma qualcosa non funzionò. La stagione 2006 doveva essere l'apoteosi per Fernando. La conferma della nascita di una nuova stella nella storia della Formula 1. Alonso vinse effettivamente il titolo nell'anno, ma non lo vinse per i tifosi. Vinse grazie ad aiuti probiti come il mass dumper, grazie alla fortuna di vedere il motore di Schumacher andare in fumo in Giappone quando il tedesco gli stava dando l'ennesima lezione. Per la gente quello fu l'ottavo mondiale di Schumacher.

Uno Schumi che molti avevano dato per finito dopo l'orrenda stagione 2005 (conclusa comunque al 3° posto in classifica generale), ma che, dopo aver faticato a colmare il gap delle prime gare, aveva cominciato a massacrare il torero Fernando ad ogni occasione. Schumacher vinse il suo ottavo titolo in Brasile, quando concluse 4° dopo una rimonta clamorosa.

Alonso passò quindi alla Mc laren, si interessò con grande passione ai progetti della Ferrari come testimoniò (in pratica ha rubato e lo hanno beccato con le mani nella marmellata), fu umiliato in più occasioni dal compagno di squadra Lewis Hamilton, uscito dall'asilo il giorno prima, ma già più veloce del fenomeno spagnolo.

Fenomeno che, in Spagna, continua ad essere considerato tale. Nonostante i continui pianti ("¡ Dennis no me quiere !"), le continue cazzate (" Si me entreniera un poco en moto, seria màs rapido de Valentino Rossi tambien ", salvo poi ritrattare quando Rossi lo sfidò apertamente: " Va bene, facciamo un giro in macchina e uno in moto poi sommiamo i tempi". Il torero deve ancora dare risposta.), le ladrate (il mass dumper, i regolamenti...), il compagno di squadra neonato che va più forte di lui...

E allora il fenomeno è tornato all'ovile. Alla Renault. La stampa spagnola, compatta come non mai, dopo aver dipinto Hamilton come il cattivo e Alfoncito come il buono, già parla di vittoria del mondiale. Vedremo. Intanto auguro ogni possibile fortuna ad Alonso.

Come fa a non esservi simpatico uno così?

lunedì 14 gennaio 2008

Beautiful songs: Sta passando novembre/Eros Ramazzotti

E’ per te
questo bacio nel vento,
te lo manderò lì
con almeno altri cento.
E’ per te,
forse non sarà molto,
la tua storia, lo so,
meritava più ascolto
e magari, chissà,
se io avessi saputo,
t’avrei dato un aiuto.
Ma che importa oramai,
ora che…
Puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l’universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che
non doveva andar così,
solo che
tutti ora siamo un po’ più soli qui.
E’ per te
questo fiore che ho scelto,
te lo lascerò lì
sotto un cielo coperto.
Mentre guardo lassù,
sta passando novembre
e tu hai vent’anni per sempre.
Ora che…
puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l’universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai…
non trovavi mai…
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che non doveva andar così,
solo che tutti ora siamo un po’ più soli…
tutti ora siamo un po’ più soli qui…
è per te.