giovedì 17 settembre 2009

I giornata di Champions: impressioni sparse




Dopo la prima giornata di champions è già tempo di raccogliere le prime impressioni circa ciò che si è visto su tutti i campi d’Europa e dare qualche valutazione libera.

Real Madrid 8_ I vari catenacciari e amati della tattica stanno già sperando che il progetto galactios II fallisca miseramente. Nonostante io non condivida assolutamente la campagnia acquisti di Fiorentino Perez e nonostante il mio amore per il Barcellona, devo ammettere che il Real martedì mi è piaciuto davvero tanto. Le punizioni e le accelerazioni di Ronaldo fanno paura e da sole valgono il prezzo del biglietto, Raul è eterno, Kakà meraviglioso come non si vedeva da tempo… Ovviamente una squadra così finisce per pagare qualcosa a livello difensivo, ma que pedazo de equipo! Spettacolo puro, per contrastare l’egemonia anglo-catalana in Europa.

Milan 7_ Duro a morire e aggrappato alle magie di Seedorf e ai colpi letali di Pippo Inzaghi. E’ l solita squadra esperta da Champions che può togliersi qualche soddisfazione. Difficile che possa ambire al trionfo finale, ma mai dire mai…

Juventus 6_ Iaquinta quest’anno farà una caterva di gol ma la Juventus ha bisogno di Diego per il salto di qualità in Europa. In Italia puoi vincere molte partite giocando con poca qualità e molta grinta, in Europa non è così. Da rivedere.

Bayern Münich 7_ I crucchi sono partiti bene. Se continuano a tenere Toni in panchina possono seriamente puntare ad un gran risultato in Champions. Müller potrebbe essere la grande rivelazione (anche se si è già fatto conoscere) dell’anno.

Chelsea 6.5_ Continua a vincere. Poco altro da dire, se non che il Chelsea dopo le prestazioni degli ultimi anni merita una Champions più di tutti.

Inter 5_ Non è ancora a livello dei top team europei, ma mi sembra più forte dello scorso anno. L’obbiettivo deve essere quello di passare lo scoglio degli ottavi di finale per poi lottare con il coltello fra i denti. Se Eto’o e Milito faranno ciò che da loro ci si aspetta, l’Inter diventerà temibile negli scontri diretti.

Barcellona 6_ Ok, grande possesso palla e grande lezione di possesso palla.. ma alla fine di gol non se ne sono visti.. e sinceramente non mi ha mai dato l’impressione di poter fare gol da un momento all’altro. Merito anche di un Inter che si è difesa alla morte, ma anche di un Ibrahimovic inconcludente e fuori dal gioco. Se lo svedese diventerà più cattivo sotto porta e migliorerà l’intesa con i compagni rivedremo il grande Barcellona. Dipende molto da lui.

Manchester 6.5_ Vittoria molto pragmatica. Era importante partire bene e mettere qualche punto in cascina. Ci si aspetta qualcosa di più.

domenica 13 settembre 2009

Sogno di settembre




Non ho mai nascosto la mia simpatia per la Sampdoria, la squadra dove gioca il più grande talento calcistico italiano, Antonio Cassano, anche quest’oggi decisivo con un assist per Mannini nello 0-1 che permette alla Samp di espugnare Bergamo e raggiungere la Juventus in testa alla classifica. Ora, difficilmente la Sampdoria potrà lottare realmente con Juventus e Inter (il Milan al momento è in uno stato semicomatoso quindi eviterei di metterlo nel novero delle pretendenti al titolo), però a conti fatti sognare non costa nulla.

L’ultima grande sorpresa (dove con il termine “sorpresa” intendo una squadra capace di giocare un vero ruolo da outsider) del campionato italiano fu il Chievo Verona della stagione 2001_2002, una squadra la cui formazione titolare comprendeva gente del calibro di Perrotta, Corini, Marazzina, Lupatelli, Eriberto (che si scoprì poi avere un altro nome e qualche annetto in più) e molti altri.. Non c’erano dei grandi fenomeni, c’era però un grande spirito di squadra, tanta voglia di lavorare e qualche ragazzo (come Perrotta e Barone) che sarebbe diventato campione del mondo 4 anni dopo. Quel Chievo chiuse quel campionato al 5° posto, dopo essersi concesso il lusso di mettere in difficoltà la Juventus (poi campione d’Italia dopo il famoso 5 maggio) e di espugnare San Siro battendo l’Inter di Christian Vieri (e bloccandola sul 2 a 2 al Bentegodi rubò ai nerazzurri quei 5 punti che le avrebbero permesso di vincere il titolo in carrozza).

Quel Chievo, nominato non a caso “dei miracoli”, che faceva della spinta sulle fascie di Eriberto e Manfredini la sua arma principale (anche se sarebbe un delitto non ricordarsi della velocità di Marazzina e dei colpi di testa di Corradi) aveva come allenatore un certo Gigi Delneri, il quale ora occupa la panchina blucerchiata. A differenza di 8 anni fa il tecnico friulano può ora contare su una rosa qualitativamente migliore e su una coppia-gol che promette scintille da qui fino a Maggio. Cassano in particolare vorrà dimostrare tutto il suo valore per far cambiare idea in extremis a Lippi in chiave convocazione mondiale.

Finora la compagine Doriana ha piegato nell’ordine Catania, Udinese e Atalanta, poca roba magari, ma intanto ha messo in cascina 9 punti che fanno comodo e permettono di sognare. Sono passati quasi vent’anni dai tempi in cui Mancini e Vialli portarono lo scudetto sotto la lanterna, ne sono successe di ogni, ma tutt’oggi sono storie come quelle di quella squadra del 1991 a dare magia e passione al campionato che una volta veniva definito “il più bello del mondo”. Non so se la Samp lotterà davvero per lo scudetto fino alla fine, ma francamente ci spero davvero.

venerdì 11 settembre 2009

Verso il Sudafrica




Finalmente stiamo rivedendo un’Italia decente dopo un 2009 orribile che ci ha visto uscire sconfitti (e non di misura) dagli scontri con il Brasile in amichevole a Londra e in Sudafrica alla Confederation’s cup (dove gli azzurri hanno perso 3 a 0, ma semplicemente perché i verdeoro hanno giocato un tempo e basta..). La vittoria netta e meritata contro la Bulgaria ha ridato un minimo di morale ai nostri, che ora devono chiudere il discorso qualificazione a Dublino a casa del Trap.

Io non sono un sostenitore di Lippi, al quale riconosco una gran capacità nel motivare i giocatori a disposizione (non ci riescono in tanti) ma che non reputo a livello di altri grandi allenatori italiani e non. Detto questo, una possibilità su 20 di vincere il mondiale ce l’abbiamo e molto, più per noi che per altri poichè facciamo del pressing e dell'aggressività la nostra arma principale, dipenderà dalla condizione fisica dei nostri a Giugno del prossimo anno.

La base della nostra nazionale è l’asse centrale Buffon_Cannavaro_Pirlo. Il primo sta dimostrando di essere formidabile come sempre, il centrale si prepara a guidare con grinta ed esperienza la difesa italiana (anche se quei 36 anni mi fanno un attimo pensare…) , Pirlo è la nostra fonte del gioco. Le novità del match con la Bulgaria è stata l’ottima prova di questo centrocampo muscolare e combattivo, che ha visto protagonisti, oltre a Pirlo e De Rossi, Camoranesi e Marchisio. Potendo contare finalmente su una copertura adeguata e da una buona circolazione di palla, Zambrotta e Grosso hanno sgroppato sulla destra e sulla sinistra facendo vedere ottime cose, Gliardino ha corso anche lui come un dannato e ha dato un gran assist a Iaquinta per il suo gol.

Tutto a posto allora? No. Rimane infatti qualche dubbio circa l’eventualità di inserire Antonio Cassano nell’undici titolare, in modo di avere una fonte di gioco più avanzata di Pirlo e De Rossi (ovviamente Cassano andrebbe a prendere il posto di una delle due punte, non di un centrocampista) e di cercare di riforzare ancora di più la mediana con un centrocampista più abile in copertura al posto di Camoranesi (il quale non dovrebbe neanche giocare in nazionale, visto che non si considera italiano). L’uomo ideale sarebbe Perrotta, il quale spero di rivedere presto al massimo della forma e titolare in azzurro.

La partita con la Bulgaria è stata di buon livello, ma siamo ancora lontani dai livelli visti contro l’Olanda e la Germania nelle amichevole che precedettero il mondiale tedesco. Ci sono però i due elementi per colmare questo gap: il tempo e gli uomini.

L’ex c.t. Arrigo Sacchi non è d’accordo su questo ultimo punto e non perde mai l’occasione per ricordare alla nazione come il calcio italiano sia privo di qualità individuali. Occorre precisare che il signor Sacchi pecca di incoerenza, poichè è tra coloro che sostengono che Cassano (il giocatore italiano con più qualità) NON debba essere convocato. Inoltre, visto che la nazionale di Sacchi me la ricordo bene, non credo neanche che Sacchi possa dare lezioni su come la nazionale dovrebbe giocare, visto e considerato che con lui Beppe Signori (bomber stellare) giocava laterale di centrocampo. Su Sacchi a breve scriverò qualcosa, giusto per ricordare i disastri che questo signore ha combinato sulla panchina della nazionale.

giovedì 14 maggio 2009

Comunicato Torcida

Dopo una settimana di polemiche gratutite, abbiamo deciso di dare una risposta alle varie voci che ci riguardano da vicino, conseguentemente all’esposizione dello striscione di domenica 10.5.2009.

Daniele Orlandini, detto “Billo”, è sempre, e ripeto sempre, stato considerato da noi un idolo. In un celeberrimo scherzo, qualcuno se lo ricorderà, avevamo addirittura proposto di sostituire il “godzilla” (la statua di piazza XX luglio a Castellarano, che solo in un momento successivo avremmo scoperto essere il monumento alla resistenza partigiana, scatenando le conseguenti ire di membri del’amministrazione comunale), con un mezzo busto od una scultura che lo rappresentasse.

Ora, le affermazioni del “Billo” (“Non voglio sembrare cattivo, ma questa società non ha tifosi”), ci lasciano esterrefatti (premettendo che ad una più accorta analisi, le stesse dichiarazioni variano da giornale a giornale, rendendo oltremodo difficile capire dove stia la verità). Non ce lo saremmo mai aspettati da lui, da un giocatore che non è mai stato oggetto di critiche e che, anzi, è stato difeso, all’indomani della scialba prova offerta a Noceto, in varie discussioni da bar, mosse da faccendieri e comparse di ogni genere e più in generale da figuri di varia natura, che vedevano lo stesso “Billo” indicato come artefice delle disfatte castellaranesi degli ultimi anni assieme ad altri membri della vecchia guardia. Per questo motivo, le sue affermazioni, paiono come un attacco gratuito più che un “segnale”, finendo inevitabilmente per rattristarci oltremodo e di aiutare in nessun modo a costruire i presupposti per un assalto finale ai Crociati.

Tornando allo striscione (“Fu$ione? No grazie”, questo il suo sconcertante e sconvolgente contenuto, roba da non far venire i bambini allo stadio), crediamo che nessuna tifoseria sia mai stata messa sotto accusa da un giornalista (il quale, tra le altre cose, dovrebbe spiegare quali “bei film” fanno vedere alla domenica pomeriggio alla televisione) per uno striscione non-offensivo verso nessuno e che aveva come unico obiettivo quello di esprimere le nostre perplessità circa la possibile perdita di un simbolo, di una storia che per qualcuno qualcosa conta ancora. Striscione per il quale nessuno chiederà mai scusa.

Tutto questo ci lascia allibiti poiché non pensiamo di meritare un trattamento di questo genere. In passato abbiamo dimostrato di saperci assumere le nostre responsabilità, di avere quell’umiltà che ci permette di ammettere un errore. Questa polemica è nata da una dichiarazione (che lo stesso Orlandini avrebbe privatamente definito “fuorviata” dai giornalisti, ma finchè si parla per condizionali non si va da nessuna parte) che si poteva e si doveva evitare. Invitiamo pertanto tutti i giocatori ad evitare di lanciarsi in pericolose e spericolate critiche controproducenti e i giornalisti a cercare di riportare nel modo più veritiero e corretto le affermazioni dei giocatori (non è possibile che leggendo tre giornali diversi si leggano tre dichiarazioni diverse). Inoltre continuiamo ad aspettare delle scuse vere, stanchi di smentite non ufficiali fatte via telefono alle quali seguono nuovi attacchi sui giornali.

Orlandini, in quanto persona intelligente e legata ai colori rossoblu, si prenda le proprie responsabilità con un comunicato ufficiale che non sia oggetto di eventuali modifiche da parte di soggetti terzi.

Forza Castellarano

Torcida Rossoblu.

giovedì 9 aprile 2009

Benedetta pausa

Il derby contro il Carpi ha lasciato l’amaro in bocca un po’ a tutti quanti. Ma la lotta per il campionato non è assolutamente finita. Questa pausa pasquale capita proprio al momento giusto e ci permetterà di recuperare un po’ tutti i vari acciaccati della truppa e di far tirare il fiato agli altri.

Detto questo, a me il Castellarano del derby è piaciuto molto, per l’intensità con la quale ha giocato per tutti e 90 i minuti, per la capacità di rendersi pericoloso anche con i centrocampisti e per aver comunque pareggiato una partita difficile come quella dopo essere andato in svantaggio.

Se dobbiamo essere tristi per dei punti persi è bene riflettere seriamente su quei 2 persi a Verucchio e sul pericolo rappresentato dai vari scontri con le piccole. E’ pur vero che lo scontro diretto a Noceto avrà un peso notevole, ma sarà ancora più importante fare punteggio pieno nelle altre partite: Este, Russi, Comacchio e Lonato non sono vittime sacrificali, sono avversari che dobbiamo temere anche più dei Crociati considerando le nostre performance contro le squadre di bassa classifica.

Abbiamo perso a Mezzolara, che contro di noi sembrava il Real Madrid e che ha poi perso le due partite successive, abbiamo perso in casa con il Suzzara (ma c’era in panchina Dotto, quindi questa non la contiamo [per la cronaca, dopo quella partita non l’hanno più voluto vedere dentro il campo da gioco perché porta sfiga]) e abbiamo pareggiato un’infinità di partite che erano da vincere (tra cui quella di Verucchio).

Quindi ben venga la pausa, ma non diamo poi tutto questo peso allo scontro diretto con i Crociati. Luciani ha detto che per vincere il campionato conterà all’80% vincere a Noceto. Io invece dico che conterà il doppio di una partita normale, non di più non di meno, così dice la statistica. I punti quest’anno li abbiamo persi pericolosamente in partite contro squadre assurde come Santarcangelo e Castelfranco.

Occhio alle piccole dunque. Prima di Noceto abbiamo altre due partite e possiamo arrivare allo scontro diretto con 60 punti. Non si sa mai che siano i Crociati i secondi di turno.